La vite nell’Alto Adige, già da inizio poteva maturare con perfette condizione climatiche. Negli ultimi decenni, il metodo di coltivazione si è sviluppato non solo in Appiano e Caldaro. La produzione del vino si concentra non più sulla quantità prodotta, ma sulla qualità del vino. Il tempo, quando il vino venne venduto in grandi quantità in bottiglie da 1 litro, appartiena ormai al passato. Le cantine hanno compreso, che la qualitá del vino e molto più imporante e viene riconsciuta molto di più. Inoltre, anche l’attegiamento dei consumatori si è rivolta in questa direzione. Cosa che vuol dire, che la gente beve meno quantità di vino, ma preferisce tipi diversi con più aroma. Anche il rapporto tra prezzo e prestazione rappresenta und grande criterio.
In Alto Adige, e naturalmente anche nell’Oltradige, oggi viene prodotto meno vino del tipo Schiava. Piú coltivati invece sono i vini rossi pesanti, ma anche vini bianchi come il Sauvignon, Pinot bianco o il famoso Gewürztraminer.
L’Alto Adige ha vissuto negli ultimi anni una grande rivoluzione ed un nuovo orientamento nella produzione del vino, non essendo però ancora arrivato al traguardo. Che però si trova sulla via giusta, confermano le innumerevoli premiazioni dei vini di alta qualità.
Negli ultimi anni, Appiano e Caldaro, si sono sviluppati in bellissimi paesi del vino e che occupano i primi posti nella produzione di vino di alta qualità. Innumerevoli manifestazioni che si girano attorno alla tematica del vino vengono organizzate. Le “Settimane Eno-Culturali” di San Paolo sono solo un esempio della grande varietà.
A Caldaro si trova anche il museo provinciale del vino, che mostra la storia della viticoltura nell’Oltradige. Diversi oggetti di lavoro come botti di legno, brocche in vetro o vecchi strumenti per la torchiatura vengono esposti.